I germogli nell’alimentazione vegana

Cosa sono i germogli? Come possiamo ottenerli? Perché ricoprono un ruolo chiave nell'alimentazione vegana?

La cucina ed in generale l’alimentazione vegana stanno riscuotendo un enorme successo anche qui in Italia. I motivi sono davvero tanti, tra cui aumento del senso di benessere, maggiori energie, miglioramento del metabolismo e della digestione, oltre ovviamente le motivazioni di natura etica.

Naturalmente per poter ottenere tutti questi benefici è fondamentale integrare nel proprio regime alimentare tutti i principi nutritivi di cui l’organismo ha bisogno: sali minerali, proteine, grassi, vitamine, carboidrati, altrimenti l’effetto sarà controproducente se non addirittura dannoso.

Il segreto è strutturare un’alimentazione vegana attraverso lo sviluppo di un menu giornaliero gustoso, completo ed equilibrato, nel quale ovviamente non potranno mancare i diversi tipi di germogli.

Con il termine germogli si intendono i semi germogliati di legumi, cereali e altre specie vegetali. Grazie ai germogli ogni consumatore può procurarsi a costi davvero irrisori cibi sempre freschi caratterizzati da ricchi principi nutritivi.

Scopriamo i Germogli

I germogli venivano utilizzati già in tempi antichi per alleviare dolori alle ginocchia, crampi, per curare malattie sulla pelle e malattie del cuoio capelluto; oggi questo alimento è stato scoperto anche da noi occidentali proprio per i suoi infiniti benefici. Sono molto facili da preparare e oltretutto hanno un sapore davvero gustoso e appetitoso.

Il germoglio è un alimento che va mangiato crudo, è ricco di molti nutrienti, quali oligo-elementi, vitamine, enzimi e aminoacidi essenziali. Erroneamente a quanti molti pensano, è molto facile da digerire e non appesantisce.

Germogli e alimentazione vegana: quali semi si possono far germogliare?

Si possono far germogliare tutti i tipi di semi, ma i più indicati sono i seguenti:

  • il frumento
  • i ceci
  • i fagioli
  • le lenticchie
  • il girasole
  • il riso integrale
  • l’avena
  • la soia verde

Il metodo più semplice per poter ottenere i germogli è quello di disporre i semi in una bacinella d’acqua. Lasciarli immersi in acqua dalle sei alle dodici ore a seconda della grandezza dei semi. Al mattino seguente, i semi andranno nuovamente risciacquati e posti in una bacinella, ma questa volta senza essere immersi di acqua. Coprirli con un tovagliolo umido e con un piatto rovesciato e continuare a farli germogliare.

Per i primi 2 o 3 giorni i semi andranno sciacquati due volte al giorno, poi trascorso questo lasso di tempo, basterà anche una sola volta al giorno ( per altri 3 o 5 giorni) a differenza però dei ceci e della soia che andranno sciacquati sempre per due volte al giorno.

Quando i germogli avranno raggiunto la lunghezza di 4 centimetri, si potranno scoprire e sarà possibile esporli alla luce del sole. Naturalmente i tempi di germinazione variano in base alla temperatura.

Alimentazione vegana e germogli; scopriamo un altro semplice metodo da utilizzare per produrli

La stessa operazione la si può eseguire utilizzando un barattolo di vetro riempito con della garza. Questo barattolo andrà riposto sempre al buio. Una volta ottenuti i germogli andranno sciacquati con un colino e si potranno mettere in un contenitore di vetro con coperchio. Se non si ha la possibilità di consumarli tutti, non c’è problema, perché si potranno riporre in frigo per un massimo di 7 giorni.

Alimentazione vegana e i germogli di soia

Quando si tratta di germogli, la prima cosa che ci viene in mente sono i germogli di soia in quanto più famosi, diffusi e maggiormente usati nell’alimentazione vegana occidentale.

I germogli di soia sono composti per il 70% di acqua, per il 13% da proteine e per il resto da grassi, fibre alimentari e zucchero.

Tra i vantaggi offerti dal consumo di germogli di soia in una equilibrata alimentazione vegana sono:

  • miglioramento della digestione, in quanto in grado di aiutare la depurazione dell’organismo
  • incrementano la capacità di assimilare la vitamine D da parte dell’organismo che migliora la prevenzione dell’osteoporosi
  • rafforzamento delle difese immunitarie
  • capacità di migliorare la rigenerazione delle cellule del sangue
  • proprietà di accelerare il metabolismo, di conseguenza molto indicati nelle diete dimagranti

L’apporto calorico è di circa 45 Kcal per ogni 100 grammi di prodotti.

Alimentazione vegana e i germogli di lenticchia

Oltre i più famosi germogli di soia, un ruolo importante nell’alimentazione vegana lo ricoprono i germogli di lenticchia.

A livello nutritivo, i germogli di lenticchia:

  • contengono un’elevata quantità di ferro
  • sono estremamente ricchi di proteine
  • presentano un ampio numero di amminoacidi essenziali
  • rappresentano una delle migliori fonti di proteine di origine non animale, quindi ideali per che ha scelto di seguire un’alimentazione vegana equilibrata e completa

In cucina, il germoglio di lenticchia può essere usato sia a crudo (ad esempio in insalate miste) oppure cotto, al vapore o saltato in padella.

Altra caratteristica degna di nota dei germogli di soia è la loro capacità di crescere in modo estremamente rapido; dopo il periodo di ammollo sono in grado di germogliare tra i due e i sei giorni.

Alimentazione vegana e i germogli di ceci

I germogli di ceci si producono con estrema facilità, in pochissimo tempo e semplicemente partendo dai comuni ceci secchi.

Tra i benefici principali che vengono molto apprezzati nell’alimentazione vegana, troviamo:

  • un’alta digeribilità, proprio in riferimento al metodo di germogliazione
  • un gusto molto piacevole che li rende appetibili in diversi tipi di cucina
  • rappresentano un’importante fonte di proteine
  • apportano un elevato valore energetico, in quanto ricchi di carboidrati
  • sono un’ottima fonte di vitamina A, B, C ed E
  • favoriscono l’eliminazione dell’acido urico
  • contengono importanti minerali fondamentali per l’equilibrio del sistema nervoso

Nell’alimentazione vegana risultano particolarmente interessanti nelle preparazioni di famose ricette meridionali (come hummus e felafel), oltre che molto utilizzati in insalate a crudo ed in salse di vario tipo.

Alimentazione vegana e riso integrale germogliato

Tra i germogli meno famosi, ma non per questo meno interessanti, troviamo il chicco di riso integrale germogliato (anche chiamato guya).

Questo germoglio, consumato quasi esclusivamente a crudo (la cottura inibisce infatti le sue proprietà), risulta noto e particolarmente utilizzato in alcune tipologie di alimentazione vegana; presenta particolari benefici, tra cui:

  • migliora la digestione aumentando le capacità dello stomaco
  • previene problemi di alitosi, di stipsi e tutte le conseguenze di bruciori gastrici
  • favorisce la perdita di pesa
  • migliora il sonno
  • fortifica il sistema immunitario
  • regola positivamente la pressione arteriosa

La preparazione dei germogli prevede la messa a bagno in acqua (a circa 35°C) del riso integrale per tre giorni, o comunque fino a quando il chicco inizi a germogliare.

Interessante video tutorial del sito Germogliamo.it per imparare ad utilizzare il germogliatore in vetro