Olio di Palma, perché non è un prodotto vegano

Regime alimentare vegano: evitare l'olio di palma per l'ambiente e per la nostra salute

L’olio di palma oggi, è uno dei prodotti più diffusi nel mercato alimentare e non solo. Il suo prezzo molto contenuto, fa gola a tutte le industrie, ma non si può dire lo stesso per il suo costo in termini ambientali.

E’ stato appurato da diverse ricerche che l’olio di palma, pur non sembrandolo, è uno dei “nuovi mostri” che contribuiscono a distruggere il Pianeta. Questo prodotto oramai lo si trova dappertutto, molto spesso in prodotti confezionati come:

  • cereali
  • merendine e biscotti
  • cracker e grissini
  • gelati
  • alimenti per bambini (biscotti e latte in polvere)
  • cosmetici
  • prodotti per l’igiene

La produzione mondiale è veramente mastodontica, nulla a che vedere con l’olio di girasole o con l’olio di colza.

Dagli studi, condotti da alcuni ricercatori emerge che nell’anno 2004 sono state prodotte all’incirca 23 milioni di tonnellate, mentre nel 2009 la produzione è aumentata ancora di più, causando danni ambientali non di poco conto.
I principali produttori sono Malesia ed Indonesia. Purtroppo questo continuo disboscamento di foreste pluviali minaccia gravemente la sopravvivenza degli oranghi che vivono proprio nelle foreste di Sumatra e del Borneo.
Negli ultimi 15 anni, il loro habitat è stato dimezzato, e di conseguenza se si resta a guardare, questi esemplari si estingueranno fra 10 anni al massimo.

Interessante anche la posizione dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che dopo una serie di studi, posiziona l’olio di palma come fattore di incremento del rischio di incorrere in malattie cardiovascolari.

Olio di palma e possibili alternative

L’olio di palma è il secondo olio vegetale più prodotto al mondo. Tuttavia nonostante la sua grande diffusione in campo alimentare, sempre più consumatori hanno cercato di trovare delle alternative più sostenibili ma soprattutto più sane.
Un’alternativa interessante potrebbe essere il “Metschnikowia pulcherrima“, un lievito oleoso scoperto e sintetizzato in laboratorio dagli scienziati della University of Bath, che sembra avere caratteristiche estremamente simili all’olio di palma e che potrebbe sostituirlo in molteplici preparazioni alimentari e non; se ciò fosse confermato e adottato a livello industriale avremmo maggiori speranze di preservare l’ambiente e l’habitat delle specie in pericolo.

Essere vegano ed evitare l’olio di palma, qual è la soluzione da prendere in considerazione?

Sicuramente il consiglio migliore è quello di analizzare sempre e con attenzione le etichette e cercare di fare acquisti ponderati, scegliendo prodotti senza conservanti, coloranti e altre sostanze che possono essere nocive per la nostra salute e per quella dei nostri figli, come appunto l’olio di palma.

C’è comunque una buona notizia non solo per chi è vegano; da qualche mese infatti la presenza dell’olio di palma dovrà essere indicata obbligatoriamente sull’etichetta dei prodotti, al contrario della normativa precedente per la quale era necessario esclusivamente segnalarla sotto la dicitura generica “oli e grassi vegetali”.

Se anche tu sei contrario all’utilizzo nei prodotti alimentare dell’olio di palma ti puoi unire agli oltre 160.000 sostenitori che hanno già firmato la petizioneStop all’invasione dell’olio di palma” su change.org.

Interessante anche lo spezzone video dell’episodio del programma televisivo “La Gabbia – LA7” dove si discurte di deforestazioni, incendi ed effetti collaterali della produzione dell’olio di palma.